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"La preghiera sia come l'aria che respirate". Dopo quasi un anno vissuto in città mi sono trovato a passeggiare con alcuni amici in una fantastica pineta. è stata una giornata indimenticabile per la comunione creatasi tra di noi e non solo: i polmoni abituati all'aria malata della città ne trovarono beneficio. Infatti per parecchi giorni, alcune irritazioni alle vie respiratorie quasi scomparvero. Com'è importante trovare per il nostro corpo e per la nostra mente luoghi di ristoro e di pace! La preghiera è lo spazio che creiamo per l'incontro con il Padre, il Fratello, l'Amico. è la possibilità che diamo alla nostra anima di respirare una boccata di aria pura, di Cielo. I benefici di una preghiera autentica impregnano la nostra anima di pace e di luce per parecchi giorni. Questo piccolo libro vuole invitarti a creare spazi di incontro affinché il tuo respiro, reso affannato dalle paure e dalle preoccupazioni di ogni giorno, si calmi e tu possa trovare la pace che trova un bimbo tra le braccia della sua mamma.
p. Giovanni dell'Immacolata Famiglia mariana "le Cinque Pietre" INDICE Storiella introduttiva: SORELLE FEDE, SPERANZA E CARITA’ Breve invocazione allo Spirito Santo |
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SORELLE FEDE, SPERANZA E CARITA’
In un bellissimo luogo, vivono tre sorelle: Fede, Speranza e Carità… e di queste la maggiore è la carità. Sono sorelle che amano vivere restando unite perché una sente l’esigenza dell’altra. Sorella Fede ha sempre un “lume” in mano e la sua vocazione è quella di far “luce” lì dove è buio… Sorella Speranza ha una gran “forza”, tanta da abbattere un muro enorme, e la sua vocazione è andare alla ricerca delle persone rimaste a terra per prenderle ed aiutarle ad andare avanti oltre quel “muro”. Sorella Carità ha in mano un “cuore trafitto”, e la sua vocazione è quella di amare, sempre, e non vuole essere glorificata, né vantata, ma cerca di fare tutto nel segreto… Sorella Fede e sorella Speranza spesso entrano in crisi perché è nel mondo non sempre vengono accettate e a volte sono oggetto di bastonate… ma sorella Carità, che ha più esperienza, perché la più grande, è sempre pronta a confortarle e ad insegnar loro che è bene amare sempre, senza aspettarsi nulla in cambio e se talora venissero rifiutate devono rispondere col sorriso perché è col sorriso che Dio ha creato l’uomo.
Breve invocazione allo Spirito Santo
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando però verrà lo Spirito di verità, egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future (Giovanni 16,12-13).
Vieni Santo Spirito, entra nel mio cuore e portami la voce di Dio; parlami di Lui.
“Voglio avvicinarmi a vedere questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia? ”. Il Signore vide che si era avvicinato per vedere e Dio lo chiamò dal roveto e disse: “Mosè, Mosè!”. Rispose: “Eccomi!”. Riprese: “Non avvicinarti! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è una terra santa!”. E disse: “Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe”. Mosè allora si velò il viso, perché aveva paura di guardare verso Dio (Esodo 3,1-6).
Ti chiediamo Padre, con l’aiuto di Maria, nostra Madre, di essere veri figli della preghiera, tabernacoli viventi di Gesù. Ripieni dello Spirito Santo, chiediamo di essere tanti roveti ardenti per tutte le anime che vivono nel gelo.
Ascolterò che cosa dice Dio, il Signore: egli annunzia la pace per il suo popolo, per i suoi fedeli, per chi ritorna a lui con tutto il cuore (Salmo 85,9).
Gesù, mio Signore e mio Dio parla, il Tuo servo ti ascolta. Gesù sprigiona in me la lode che sto per innalzarti.
Ascolterò cosa vorrai dirmi nell’intimo e ti renderò gloria per ogni Tuo prodigio. Gesù, mio Signore e mio Dio, la Tua parola plasma e ricrea; parlami… e diventerò un uomo nuovo.
"...rivolgetevi alle pecore perdute della casa d’Israele. E strada facendo, predicate che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demòni. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro, né argento, né moneta di rame nelle vostre cinture, né bisaccia da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché l’operaio ha diritto al suo nutrimento" (Matteo 10,6-10).
Signore vorrei essere libero così come lo sei stato Tu, libero come mi vorresti Tu, libero di volare nel cielo che Tu stesso hai creato.
Hai rapito il mio sguardo, sei riuscito a rubare il mio amore ed ora ti appartengo come tu mi appartieni, mio Re Gesù.
Mi hai scelto tra tanti e mi hai reso un tuo prodigio, hai scelto la cosa più inaspettata, la mia povertà. Eccomi sono tuo, mio Re Gesù.
Mi hai detto di andare incontro ai fratelli, “senza due tuniche, sandali, bisaccia” ed ora che sono diventato ancora più povero, mi accorgo di essere LIBERO.
Chi ci separerà dunque dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? (Romani 8,35)
Chi m’impedirà di “volare”… Forse le catene? Ma il Signore è Libertà… Forse le tenebre? Ma il Signore è Luce… Forse la mia debolezza? Ma il Signore è Fortezza… O forse la morte? Ma il Signore è Resurrezione… Non sono io che volo ma è Gesù che ha scelto il mio corpo per volare… Mia Libertà, mia Luce, mia Fortezza, mia Resurrezione… mio Dio, TI AMO.
La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. La carità non avrà mai fine. (1 Corinti 13,4-8)
Dire fede è poco; dire speranza è poco; dire carità è poco… Fare fede è tanto; fare speranza è tanto; fare carità è tutto… Signore dammi di vivere la fede, la speranza e la carità.
Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. (Marco 1,35)
O Gesù, fammi diventare vero figlio della preghiera. Fammi diventare il tuo dolce canto. Fammi diventare preghiera fatta carne, fammi diventare una lauda a Dio gradita. Fammi diventare angelo sulla terra e santo nel cielo… Fammi diventare fuoco che brucia d’amore, e il deserto dove cammini per ritirarti a pregare. Fammi diventare acqua viva, quell’acqua che disseta e non fa avvertire più la sete.
Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono (Giobbe 42,5).
Io vedo il Re, il mio Re, il mio Dio, il mio tutto. Mi trovo qui, ai tuoi piedi e ti osservo, come un piccino osserva sua madre. Colui che tutto ha creato, che tutto e capace di fare, io lo vedo davanti a me, in questo momento; non mi serve morire per vedere la tua bellezza, ma solo essere presente in questo luogo, e rivolgere lo sguardo su questo pezzo di pane e vedere con gli occhi della fede. Schiere di angeli ti circondano acclamandoti Re; noi tuoi figli, angeli sulla terra, ti stiamo davanti, in silenzio aspettando che Tu faccia festa nel nostro cuore. Ti amiamo Papà.
Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se queste donne si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai. Ecco, ti ho disegnato sulle palme delle mie mani... (Isaia 49,15-16).
Guardami Javhè, eccomi a contemplare il tuo volto, fatto da un sorriso che, luminoso e sincero, mi chiede solo di appartenerti come figlio; se veramente gradisci la mia compagnia allora, portami con te Papà.
Sento che non esiste nessuno che mi possa amare alla tua stessa maniera; privo di paragoni, accettando tutto di me, così come sono senza pretendere grandi cose; vieni qua, Tu sei proprio ciò che voglio.
Ed ecco che io cerco solo Te, una nuova speranza di verità. Dimmi che, ora che ti ho trovato, non vuoi più lasciarmi, al contrario, vuoi vivere una vita, la tua vita,proprio con me. Non voglio essere più di questo mondo, che mi offre solo il vuoto e niente più. Ardo solo di gettarmi tra le tue braccia e ricominciare a vivere con Te, unito a Te.
Dove cammini Tu le rose sbocciano, gli alberi crescono e i fiori fioriscono sostenuti dalla Tua luce. Ovunque il Tuo cuore batte e la tua bocca respira, lì dove prima c’era caos e smog, nasce una meravigliosa oasi paradisiaca.
Per tutto questo e per altro ancora, io scelgo di emigrare da questo mondo per raggiungere il Tuo.
Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino. (Salmo 118,105)
Gesù, fonte del mio bene, eterno amore, perfetta letizia, ascolta il mio grido che viene dal più intimo del cuore. Il tuo amore è paragonabile ad una candela sempre accesa, la cui piccola fiamma riscalda pienamente il mio essere. Il Tuo Amore è una candela dalla fiamma piccola, delicata, capace d’essere ammirata da tutti; ci si può avvicinare per sentirne il calore, senza correre il rischio di bruciature. Una candela perpetua che versa cera per ogni piccolo uomo. Gesù, candela aromatica, raggiungi il mio essere e rendimi carbone ardente. Gesù, Re luce, illumina ogni anima resa opaca dal peccato, perché possa diventare, lampada ai Tuoi passi.
Gesù, candela viva, continua a tenere accesa la tua fiamma e lasciati consumare per il Tuo popolo.
O Dio, tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco, di te ha sete l’anima mia, a te anela la mia carne, come terra deserta, arida, senz’acqua. (Salmo 62,2)
Signore, fa che ti possa amare al di là di ogni limite. Che ogni alba e ogni tramonto sia il risveglio e il riposo della mia anima che trova solo in te. Sei la fonte di ogni mio desiderio. Sei l’arrivo dopo una lunga e faticosa corsa. Sei l’arcobaleno dopo una tempestosa bufera. Sei il sole dopo le nuvole. Sei il giorno dopo una travagliata notte.
Preghiera per respingere il male
Per il resto, attingete forza nel Signore e nel vigore della sua potenza. Rivestitevi dell’armatura di Dio, per poter resistere alle insidie del diavolo. La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti. (Efesini 6,10-12)
Io sono luce, sono il tempio dello Spirito Santo, l’amore ricambiato tra il Padre e il Figlio; lungi da me Satana, con le tue tentazioni e seduzioni. Scelgo la via del bene e rifiuto quella del male; mangia tu stesso i tuoi veleni. Scelgo Dio come Padre, Gesù come Fratello e lo Spirito Santo per Consigliere, segnandomi con il sigillo della Santa Croce. Amen.
Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: “Donna, ecco il tuo figlio!”. Poi disse al discepolo: “Ecco la tua madre!”. E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa (Giovanni 19,25-27).
Cara Madre, sei la luce più cristallina che i miei occhi riescono a catturare in quest’ora di buio.
Non piangere, perché io sono sceso sulla terra proprio per quest’ora, e finalmente il Figlio dell’uomo sarà glorificato, e tu Mia Amata, ti abbasserai a curare le mie ferite.
Madre, mentre fai sgorgare acqua dai tuoi occhi, Io spargo le ultime stille di Sangue…. Si è compiuta la promessa di Mio Padre.
Il Sangue dell’Agnello ha pagato il riscatto dei suoi figli, d’ora innanzi la morte non mostrerà più il suo pungiglione, perché l’amore ha vinto.
Figlio ascolta il mio canto che ti cullerà durante il tuo riposo. Mi vesto di lutto nell’attesa del tuo ritorno…. Ricordi? Me l’hai promesso!
Il cielo ha oscurato il mio Figlio Osannato sulla Croce, ma la morte non può spegnere l’amore… l’amore riporterà mio Figlio alla vita.
Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo; non vado in cerca di cose grandi, superiori alle mie forze. Io sono tranquillo e sereno come bimbo svezzato in braccio a sua madre, come un bimbo svezzato è l’anima mia. Speri Israele nel Signore, ora e sempre (Salmo 130).
Mamma Maria, come bimbo mi tieni stretto tra le tue braccia, e mi dici che se non voglio essere morso da lupi randagi, non devo staccarmi da te. Segretamente mi hai sussurrato nell’orecchio che se bramo di entrare in Paradiso, devo nascondermi nella porta del Tuo cuore, porta che neppure San Pietro, con tutte le sue chiavi, può aprire.
Mamma adorabile, mi perdo nel guardare i tuoi occhi e mi ritrovo con l’udire il suono della tua voce.
Poi mi sveli un altro segreto…
Mi racconti che sei una melodia, nata dalle note di Dio; Sei quella donna, che con il suo sì, ha fatto lacrimare anche Dio.
Ora capisco perché il tuo Cielo è profondamente blu; Dio ti ha resa così bella da bastare un tuo sguardo per farlo perdutamente innamorare.
Melodia di Dio, scrivi le tue note sul mio pentagramma, e Dio noterà pure la mia bellezza.
In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento delle parole del Signore” (Luca 1,39-45).
Maria, Donna dalle vesti povere, percorri le strade del mondo scrutandone le fragilità. Offri pace, carità e un respiro di libertà. Le tue mani sfiorano ogni volto piagato, perché conservi nel cuore il segreto di essere Madre, la nostra…
Donna di povertà, servi Dio in questa umanità. A piedi scalzi, tu te ne vai, tracciando orme di santità e profumi di umiltà.
Tu, Mendicante di Dio, vai elemosinando amore. Dai un senso all’esistenza di ogni piccolo seme che pianti nel Tuo Cuore, il tuo terreno fertile… e gli chiedi di morire per dare più frutto.
Donna di povertà, uniti a te, vogliamo servire Dio in questa misera umanità. Scalzi, su pietre scivolose, raggiungeremo in umiltà, vette di santità.
Maria, Donna dalle vesti povere, come tenera Madre, tu c’insegni come vivere.
Sei il ponte tra l’uomo e Dio, sei la porta del Suo Paradiso, sei il dipinto più bello e riuscito, sei la nostra…
Donna di povertà… ci hai voluti ed ora siamo tuoi. Scalzi, con te cammineremo, cercando anime da restituire a Dio.
“Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui”. (Giovanni 14,23)
Gesù, che hai salvato l’uomo con il Tuo Sangue, versato per amore, stendi le tue braccia, apri le tue piaghe e versa il “tuo amore”…
Gesù abbi misericordia di noi.
Padre, che hai plasmato l’uomo con le tue mani, e vi hai soffiato sopra per donargli un’anima; Tu che guardi dall’alto, con occhio benigno, chi vive in umiltà…
Padre rendici più divini e poco umani.
Spirito Santo di Dio, tu che con la tua potenza, hai rinnovato il mondo, poni una tenda dentro il nostro cuore e fanne una dimora…
Spirito Santo rinnovaci.
“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Tu sei lontano dalla mia salvezza”: sono le parole del mio lamento. Dio mio, invoco di giorno e non rispondi, grido di notte e non trovo riposo. (Salmo 21,2-3)
Dove sei, dove sei, Padre mio? Io ti cerco giorno e notte e non trovo riparo; dove sei, mio Signore, dove sei?
Così vengo a cercarti nel deserto con i piedi nudi e le mani vuote; mi spoglio di tutte le sicurezze per trovare l’unica certezza, la Tua!
Salirò perfino la montagna, per vedere dove abiti.
Io mi chiedo, dove sei, Amor mio? Dimmi dove sei, NON TI VEDO!
Ti cerco con la mente, le forze e il cuore…
Così vado avanti, chiedendomi: “Ma dov’è il mio Dio?”
Cado a terra sfinito pronunciando l’ultimo lamento: “Ma dov’è il tuo amore?”
Dove sei Padre mio? Mentre soffro dove sei, Amor mio?
Alzo gli occhi verso il cielo e non riesco a scorgere neppure una stella, ma dove le hai nascoste mio Signore?
Ah forse ho capito… ti sei nascosto proprio nelle mie parole, forse le sta pronunciando proprio il Tuo Figlio primogenito sulla Croce. Se è così verrò a cercarti lassù, vi salirò e ti possederò.
Voi sapete che non a prezzo di cose corruttibili, come l’argento e l’oro, foste liberati dalla vostra vuota condotta ereditata dai vostri padri, 1ma con il sangue prezioso di Cristo, come di agnello senza difetti e senza macchia. (1 Pietro 1,18-19)
Figlio, tu che dici di conoscere l’amore, tu che credi di possederlo, vuoi vedere a che prezzo Io ti ho amato? Inginocchiati ed ammira la maestà di mio Figlio, immolato sulla Croce. Ecco il Legno della tua salvezza, ecco il Sangue che ha distrutto in te il peccato e ha sconfitto la morte. Prostrati e adora con la tua vita “Gesù Crocifisso”. Guarda le Sue mani, inchiodate ad una Croce, eppure capaci di guarire… guarda le tue mani, libere, tuttavia quante volte hanno peccato? Guarda i Suoi piedi, sanguinanti, eppure capaci di camminare e far camminare… guarda i tuoi piedi, liberi, tuttavia quante volte ti hanno portato in un posto sbagliato e nel momento sbagliato? Guarda la Sua nudità… si è spogliato della Sua divinità per giustificare la tua umanità; e tu, uomo, sei disposto a spogliarti della tua ipocrisia ed egoismo per offrirmi la tua vita?
Poi udirono il Signore Dio che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno e l’uomo con sua moglie si nascosero dal Signore Dio, in mezzo agli alberi del giardino. Ma il Signore Dio chiamò l’uomo e gli disse: “Dove sei? ”. Rispose: “Ho udito il tuo passo nel giardino: ho avuto paura, perché sono nudo, e mi sono nascosto” (Genesi 3,8-10).
Figlio, dove sei? Dove ti nascondi? Vieni qui, perché non rispondi? Sono tuo Padre: Eccomi! Ti rubo solo qualche minuto per dirti quanto sei importante per me. Guarda mio Figlio, è per te che l’ho mandato. Ti ho dato il cielo, il sole, le stelle, la terra, gli alberi, gli animali. Ti ho dato la tua stessa vita! Perché distruggi tutto questo? Ti ho dato il mio bene prezioso, perché lo rifiuti? Mi sembrava poco, allora ti ho dato la possibilità di cibarti gratuitamente del Pane di vita, nonostante ciò, in quel momento rimani seduto tra i banchi. Voglio regalarti il mio “SOGNO”, quello di vederti felice, accanto a me, per sempre; non distruggere anche questo, perché non saprei cosa altro regalarti.
Quando giunsero al luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Luca 22,33-34).
Papà eterno, re del cielo e della terra, ti ringrazio per il dono della vita, per la mia capacità di amare, che mi permette di riscaldare i cuori dei tuoi figli.
Debbo chiederti un dono speciale, un dono desiderato da pochi, il dono che muove i passi verso la libertà: il dono della riconciliazione. Solo un cuore puro può contenerlo, un cuore che diventa miope quando viene posto davanti ad uno specchio. Un cuore che ha occhi solo per guardare l’altro!
Fammi perdonare coloro che mi hanno fatto o che mi stanno facendo del male; e se mi odieranno, fa che io possa ricambiare con l’amore per condurli tutti a Te.
Donami il giglio della purezza che Maria ha tenuto piantato nell’orticello del Suo Cuore… solo allora diverrò la Carità….
Quando non solo avrò perdonato il mio persecutore, ma quando lo avrò perfino rimosso dalla mente, come se non avessi mai ricevuto alcun male!
Solo allora avrò la forza e il coraggio di camminare affianco al nemico, mano nella mano, come se fosse il mio migliore amico.
Chi non porta la propria croce e non viene dietro di me, non può essere mio discepolo. (Luca 14,7)
O Croce Santa, nave che mi conduce in Paradiso, chiave che ne apre la porta, lasciami salire sul tuo letto doloroso, sto per incontrarmi con l’Amore. Ti offro il dono di me stesso; unito a Gesù mi immolo fino a diventare ostia. Vi sono asceso perché ardo dal desiderio di sradicare dal Cuore di Gesù tutte le spine penetrate con violenza a causa dei miei peccati mortali e quelli di tutto il mondo. Mi eleverò ancora ogni giorno per raccogliere il farmaco dell’amore divino, da distribuire al prossimo ferito che incontrerò per strada. Sul legno verde santificato e baciato dal Sangue dell’Agnello, io oggi inchiodo tutti i peccati del passato e del presente, affinché si diluiscano nel Suo Sangue Prezioso fino a scomparire. Amen!
“Nudo uscii dal seno di mia madre, e nudo vi ritornerò. Il Signore ha dato, il Signore ha tolto, sia benedetto il nome del Signore!”... "Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremo accettare il male?” (Giobbe 1,21; 2,10).
Se soffri… non chiedere il perché; se pecchi… non chiedere il perché; se non riesci ad amare o non ti senti amato… non chiedere il perché; se ti senti solo o non ti riesci ad accettare… non chiedere il perché; se un tuo caro muore… non chiederti il perché; se ti senti triste… non chiedere il perché; se le persone che ami feriscono il tuo cuore… non chiedere il perché. A volte noi uomini sciupiamo tutta un’esistenza andando alla ricerca di un perché ad ogni cosa che ci accade. Non è forse più giusto e più bello consumarla andando alla ricerca della Verità e dell’Amore eterno? Invece di chiederci sempre il perché, chiediamoci dove sia andato a finire il nostro io! Gesù ha sofferto sulla Croce, è stato abbandonato, umiliato, odiato, dimenticato, bestemmiato, tradito, offeso, eppure non si è fermato ad un perché ma ha perdonato per amore di Suo Padre.
Poi prese in mano il suo bastone, si scelse cinque ciottoli lisci dal torrente e li pose nel suo sacco da pastore che gli serviva da bisaccia; prese ancora in mano la fionda e mosse verso il Filisteo. Il Filisteo avanzava passo passo, avvicinandosi a Davide, mentre il suo scudiero lo precedeva. Il Filisteo scrutava Davide e, quando lo vide bene, ne ebbe disprezzo, perché era un ragazzo, fulvo di capelli e di bell’aspetto. Il Filisteo gridò verso Davide: “Sono io forse un cane, perché tu venga a me con un bastone? ”. E quel Filisteo maledisse Davide in nome dei suoi dei. Poi il Filisteo gridò a Davide: “Fatti avanti e darò le tue carni agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche”. Davide rispose al Filisteo: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato. In questo stesso giorno, il Signore ti farà cadere nelle mie mani. Io ti abbatterò e staccherò la testa dal tuo corpo e getterò i cadaveri dell’esercito filisteo agli uccelli del cielo e alle bestie selvatiche; tutta la terra saprà che vi è un Dio in Israele. Tutta questa moltitudine saprà che il Signore non salva per mezzo della spada o della lancia, perché il Signore è arbitro della lotta e vi metterà certo nelle nostre mani”. (1 Samuele 17,40-47).
Vergine e Madre nostra, fa scaturire dalla sorgente della Tua Grazia, Cinque Ciottoli, per debellare definitivamente il Golia di questo mondo e tutti i suoi seguaci.
Donaci il ciottolo della preghiera, per vincere l’azione di satana nel luogo in cui viviamo. Donaci il ciottolo dell’Eucaristia, perché uniti al Santo dei santi, diveniamo un’offerta gradita a Dio. Donaci il ciottolo della Bibbia, cosicché collocata al centro della vita, possiamo orientare le nostre scelte e modi di pensare, secondo i divini voleri. Donaci il ciottolo del digiuno, in modo da far cessare le molteplici guerre interiori dell’anima. Donaci il ciottolo della confessione, per far rifulgere, il meglio possibile, la luce di Cristo penetrata in noi mediante la vita sacramentale.
Donaci, infine, una bisaccia, per evitare che le pietre da Te consegnate cadano sciupate lungo la strada, e una fionda, ossia la volontà di lanciare le pietre contro il filisteo infernale, anche quando ci offre la sua merce, apparentemente invitante. Amen.
Gloriosa S. Anna, Madre prescelta da Dio per prenderti cura della sua promessa sposa Maria. Tu le hai preparato il “vestito” più bianco e più bello, rendendola pura ai suoi occhi. Offro a Dio le tue sofferenze terrene per tutte le persone che rischiano la dannazione eterna, perché le loro anime non vadano perdute. Intercedi anche per tutti i casi disperati perché basta una tua sola parola che il Padre ti esaudisce. Non ha mai rifiutato le suppliche della Sua Sposa quanto più non rifiuterà quella della Madre. Come già hai fatto e stai facendo, continua a proteggere tutte le partorienti e le donne sterili, proprio tu che hai conosciuto il dolore di un figlio che mai arriva. Invoco ancora una particolare benedizione per tutti i sacerdoti, i consacrati e le consacrate perché diventino santi e più sensibili ed accoglienti verso il prossimo. E a noi che siamo i tuoi nipoti spirituali non respingere la grazia che più ci sta a cuore… Tu che sei per noi “LA BUONA SAMARITANA”.
S. Anna e S. Gioacchino, pregate per noi.
Prima dell’ascolto della parola: (dopo una breve sosta di silenzio)
Parola Sacra, siamo pronti all’ascolto, facci udire le verità divine. In questo terreno fertile il tuo seme germoglierà.
Saluto a Gesù Sacramentato:
Gesù accarezza il mio volto e sentirò la tenerezza di un Dio Amore. Tocca il mio cuore e diverrà simile al Tuo. Sposa la mia anima e sarà Tua per sempre.
Nell’ora della prova:
Gesù, so che mi ami e so che ti prendi cura di me… fammi camminar sulle acque e calma ogni tempesta del cuore.
Ringraziamento:
Tu, Signore, colori le nostre vite grigie, sei il sole che risplende nel cielo delle nostre esistenze. Vogliamo cantarti con la melodia della vita, con la melodia dell'Amore. |