“Tutta la vostra persona, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo”

E’ stata proprio questa bellissima frase di San Paolo, il titolo del “week-end di danza ebraica” organizzato dalla comunità delle Beatitudini presso la casa di Sovere in provincia di Bergamo e al quale la nostra piccola famiglia ha partecipato.
Il week-end danza si è svolto lo scorso 7 e 8 febbraio 2009 e al quale hanno partecipato persone provenienti da diverse parti d’Italia. Un week-end  strutturato in una maniera molto semplice ma allo stesso tempo pieno: lode, catechesi, Santa Messa, adorazione, danze divise per fasce (principianti – intermedi - avanzati).
Noi della fascia dei principianti, durante il week-end abbiamo imparato a danzare qualche Salmo della Bibbia  che attraverso i loro passi hanno fatto vibrare le corde del cuore che forse non avevano vibrato MAI.

Ogni passo, ogni danza nasconde un suo significato profondo: alzare la testa al cielo vuol dire guardare alla Gerusalemme celeste, abbassare la testa in basso vuol dire guardare al proprio cammino personale e così tanti altri passi che durante il week-end abbiamo imparato.
E’ stata una esperienza davvero bella, carica di emozioni nuove, di scoperte nuove, di amicizie nuove.
Sicuramente tu che stai leggendo ti chiederai:”MA QUESTA E’ L’ULTIMA INVENZIONE DEI CRISTIANI?”

E’ NO! Non è un’invenzione di noi cristiani ma un qualcosa che già si faceva ai tempi di Gesù e che gli Ebrei tutt’oggi fanno.
Gesù era un perfetto ebreo e in quanto tale danzava, danzava per il suo Dio, danzava per quel Padre che lo ha inviato sulla terra per rivelare a noi il suo volto sconosciuto.
Mi permetto in questo momento di chiudere per un attimo gli occhi del corpo per aprire quelli del cuore … vedo Gesù danzare, danzare per la festa delle Capanne, lo vedo danzare a Cana di Galilea durante quella famosa festa di matrimonio, lo vedo danzare prima della lettura della Torah, lo vedo danzare durante tutti i lunghi viaggi in Galilea …
Pregava il Padre non solo con le labbra ma anche con il corpo.
Oggi purtroppo siamo abituati ad una preghiera fatta di giaculatorie, di formule imparate a memoria, di accensioni di candele … NO, LA PREGHIERA NON E’ SOLO QUESTO!
La preghiera è silenzio rotto dal solo battito del cuore, la preghiera è sguardo d’amore, è canto, è lode ma è anche danza.
Danzare per Dio non solo è bello ma anche importante.
SIAMO I CUSTODI DI UN CORPO CHE DIO CI HA DONATO PERAMORE e allora perché non lo utilizziamo per lodare Dio?
Viviamo in un tempo in cui si è perso il vero significato del corpo, si è perso l’autocontrollo del corpo.
Il corpo non è oggetto di piacere, non è oggetto per piacere, non è non deve diventare la mia schiavitù, no! Il corpo è il tempio di Dio.

Se io con la mia volontà dico “SI” a Dio, Lui verrà a vivere nel mio corpo, Lui verrà a danzare in me, Lui verrà a danzare con me. Ogni passo di danza è preghiera, ogni passo è emozione per il mio Dio.
All’inizio danzare per Dio potrà essere difficile, a volte imbarazzante ma, nel momento in cui riesco a far entrare in me il vero significato della danza beh, allora Dio ripagherà il mio sforzo con la pace, la pace di muovere il mio corpo e avere la certezza che sta danzando per Dio, la certezza che non è il mio corpo a dominare ma sono IO il custode di esso.
La danza può fare miracoli nella nostra vita, può guarire quelle piccole – grandi ferite che ognuno di noi si porta nel cuore, come balsamo profumato puo cicatrizzare le nostre ferite e ridonare al nostro cuore quel profumo che Dio ha messo in esso!
Non sei convinto di questo? Beh prova a danzare  per Dio e vedrai quanti
miracoli Egli compirà in te!

Sr M. Francesca

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